07 settembre 2017

Incentivi per investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa

Ogni investimento pubblicitario in più su carta stampata ti dà diritto a un credito d’imposta fino al 75% dei costi sostenuti.

 

Una boccata d’ossigeno per il mercato editoriale, ma anche un sostegno e una spinta per le aziende e i privati che investono in campagne promozionali sulla stampa, sulle radio e le tv del proprio territorio.

Il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari, introdotto dalla legge 96/2017 in sede di conversione del dl 50/2017 , costituisce uno strumento per incrementare gli investimenti in campagne pubblicitarie su stampa quotidiana e periodica e su emittenti televisive e radiofoniche locali. Il contributo, che è rivolto a imprese e lavoratori autonomi con modalità da determinare con decreto, decorre dal 2018, ma si può già applicare agli investimenti pubblicitari effettuati a partire dal 24 giugno 2017.

Introdotto con un emendamento alla Manovra correttiva, approvata dalla Camera lo scorso 15 giugno e convertita nella legge numero 96, l’articolo 57-bis prevede, nel dettaglio, un credito d’imposta pari al 75% a decorrere dal 2018 per tutte «le imprese lavoratrici e i lavoratori autonomi» che effettuano investimenti pubblicitari incrementati, cioè superiori almeno dell’1 per cento rispetto a quelli «analoghi effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente».


Beneficiari: imprese e lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica.

Requisito di accesso: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

Forma: Credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Importo: fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e strat up innovative. Nel rispetto del limite di spesa, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura.

Decorrenza: attribuzione a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati a far data dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente (in tal senso l’ordine del giorno accolto dal Governo in sede di esame del ddl di conversione del decreto legge).

A chi va richiesto: con istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Regole operative: Un DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione.

Aiuti di Stato: Il credito d’imposta del 75% è applicabile a tutte le imprese di tutti i settori, è esteso all’intero territorio nazionale ed è privo, nelle procedure di erogazione, di alcun potere discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica. Pertanto si configurerebbe come aiuto non selettivo, per il quale non trova applicazione la disciplina degli aiuti di Stato.


La Federazione Italiana Editori Giornali ha lanciato una campagna di comunicazione per annunciare questa importante novità.

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